lunedì 17 ottobre 2016

la storia di una giornalista americana diventata elettrosensibile

Wed., Oct. 12, 2016
EMF Victim Suffers “Electrified Torture”
By 
 
Alison Main, editor-in-chief of the Notre Dame yearbook in 2000, graduating summa cum laude and Phi Beta Kappa, found herself “electrified” by radiation three years ago.
Alison MainAlison Main
Main, who is a freelance creative director in New York, became hyper-sensitive to sources of radiation in her apartment including her computer, Wi-Fi, cordless phone and a “microfiber electrically-charged, chemically-infused synthetic” loveseat that she had just purchased.
She began to experience “debilitating neurological and immunological symptoms in the presence of radiofrequency transmissions [such as] wireless routers, cellphones, Bluetooth devices, tablets, game consoles, smart tech and cell towers, low frequency fields from computers, televisions, engines, wiring and power lines, and dirty electricity—the high-frequency micro-surges that ride on top of our otherwise clean electric current, such as our power grid, LED lights (light-emitting diode, a two-lead semiconductor light source) variable speed air conditioning units, and other seemingly innocuous items.”
She wrote about her experience for the June 23, 2016 Notre Dame Magazine. The essay has been picked up by Facebook and other social media.
Radiation health advocates who have studied Main’s affliction with EHS (electro-magnetic hyper-sensitivity) say there many sources of EMF including the metal springs in bed mattresses and couches that  “act as antennas."
Fled to Upstate Farm, Other Locations
The flight from symptoms that included “numbness, tingling, muscle twitching, vertigo, loss of balance, pressurized headaches, spinal pain, rashes, insomnia, memory lapses, cognitive dysfunction, altered heart rate, tinnitus, fatigue, gastrointestinal distress and urological spasms—for starters” included spending time in “safe places” such as a shed on an upstate New York farm, a remote cottage in Rhode Island, a friend’s car in her driveway, or a pew in a church.
She has discovered a network of “EHS comrades around the globe” including former designers, lawyers, bankers, pilots, teachers and students. They have been forced to leave their careers, schools, homes, family, friends and community and their financial worth, she says.
They have to “go off the grid in order to heal, to seek peace within their bodies, to make the pain stop, to be able to breathe again, think again, sleep again, exist again…they’ve slept in their own cars and in shacks and tents in the wilderness.”
A “trick” they have given her is to have a computer with a solid state drive that is used with a wired external keyboard and wired mouse.
She holds a B.A. in English and economics from Notre Dame and a Certification in Graphic and Digital Design from the Parsons School of Design, New York.
 

la storia di newyorkese che è diventato elettrosensibile

qui il link alla storia di questo  'vip' statunitense che è piombato dai grattacieli di New York nell'incubo della elettrosensibilità

http://magazine.nd.edu/news/67946-i-am-an-emf-refugee/

domenica 2 ottobre 2016

Un blog con una raccolta di esperienze di elettrosensibili


purtroppo in inglese, ci sono diverse storie di diverse persone sparse in varie parti del mondo.

Importante anche i contributi esterni come quelli del ns grande Prof Olle JOhanson che ha voluto a lungo commentare alcune conclusioni, negative, di una donna americana : vedere qui 

https://beingelectrosensitive.blogspot.it/


Un invito ai nostri amici elettrosensibili italiani che hanno voglia di cimentarsi nel raccontare la propria storia in inglese, è d'obbligo

lunedì 2 maggio 2016

La storia di Savino


Mi rimandiamo ad una bella intervista ad un nostro amico, Savino, che ha una storia molto sofferta legata a questa malattia che non si deve considerare malattia !

http://www.cosmopolismedia.it/categoria/19-ambiente/10916-ripetitor-non-iuvat.html

lunedì 21 dicembre 2015

La esperienza di 'Caterina' su VanityFair


come da accordi qui trova il mio pezzo dedicato agli elettrosensibili pubblicato sul sito di VanityFair.it. 

giovedì 18 dicembre 2014

Una petizione al Ministro della Salute

Su proposta della associazione : Robins des Toits



LA PIU’ GRANDE PETIZIONE FILMATA EUROPEA

 

Come rivolgere la propria testimonianza video al Ministero della Salute?

Al fine di essere il più possibile visibili presso le autorità sanitarie è necessario utilizzare i social networks.

Noi abbiamo scelto youtube per la sua popolarità.

Una testimonianza filmata ha più impatto che delle firme.E’ un procedimento molto semplice e rapido. Fatevi aiutare se avete bisogno. Utilizzate un qualsiasi apparecchio video.

Grazie a questo lavoro collettivo le nostre difficoltà vengono messe in evidenza.

 

Possiamo creare insieme la più grande petizione filmata Europea, il sito you tube è: www.youtube.com/electrosensible.

 

E’ necessario rispettare qualche regola:

  1. Cominciate la vostra testimonianza con “Rivolgo la mia testimonianza al Ministero della Salute”;
  2. Siate brevi, la durata non deve superare i 90 secondi. Spiegate la vostra situazione attuale, ciò che vivete, l’impatto sociale e familiare. Potete inoltre rivolgere una domanda al Ministero della Salute. Fate riferimento ai video già online;
  3. La vostra testimonianza video non deve contenere riferimenti religiosi, politici o il nome di terapie;
  4. Ponetevi di fronte all’apparecchio video, potete, se desiderate, leggere il vostro testo;
  5. Assicuratevi della qualità del suono, questo è molto importante;
  6. Utilizzate il formato 16/9;
  7. Non indossate protezioni che coprano il viso, il vostro viso deve essere scoperto;
  8. L’ideale è effettuare la registrazione all’aperto facendo attenzione a non essere contro luce;
  9. Il vostro file video ci deve essere inviato tramite il sito di trasferimento files: www.wetransfer.com all’indirizzo mail seguente: ondessensibles@gmail.com ;
  10. Contemporaneamente inviateci tramite posta ordinaria la vostra autorizzazione firmata alla messa in onda al seguente indirizzo: Robins des Toits, 33 rue d’Amsterdam 75008, Paris.

 

In due parole fatelo grazie a tutti per la vostra partecipazione.